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ŌSensei negli ultimi anni della sua vita definiva l'Aikido "un'Arte marziale d'Amore".Aikido è superamento del Conflitto e della Competizione. Sul Tatami si dona il proprio sapere. Attraverso il Metodo della Pratica Reciproca si arriva ad una maggiore consapevolezza di sé e degli altri.

Ai Ki Do

Ai Ki Do

Il termine Aikidō è costituito da tre ideogrammi:
AI è Armonia e Amore
KI significa Energia Cosmica, Spirito, Slancio Vitale
DO indica la Via, il Cammino Spirituale

16 mar 2014

Il Dōjō. il luogo dove si cammina lungo la via

Hombu Dojo di Tokyo
Quando visito i tanti dojo sparsi per il Giappone, trovo che veramente pochi vi abbiano dedicato un tempio.
Quasi tutte le scuole dimenticano questo passaggio. La gente moderna sembra credere che si possa apprendere il Budo o diventare esperti nel Bujutsu solamente col movimento. 
Quando vedo questo genere di persone, sento un'indescrivibile rammarico, e mi sento anche investito di una tremenda responsabilità personale. I due caratteri cinesi per dojo () assieme significano il luogo ove praticare lungo la via. I dojo d'oggigiorno potrebbero meglio essere chiamati fabbriche.

Questo scritto, citato dal Doshu Kishhomaru Ueshiba nella sua biografia del fondatore dell'aikido, è di O'Sensei Morihei Ueshiba, risale al 1932 e fu pubblicato su Budō, pubblicazione interna del Dai Nihon Budō Senyokai, organizzazione per la diffusione delle arti marziali fondata nel 1932 di cui il maestro fu presidente esecutivo. 
Un dojo tradizionale è orientato, quando possibile, secondo gli assi cardinali, riservando il nord per il kamiza, lato d'onore, il sud per l'entrata e lo shimoza, lato inferiore. 
Nel lato nord  si posiziona il maestro,il sensei - Sensei lett. "persona nata prima di un'altra", pron. 'sen.se - sul lato est si sistemano gli assistenti o joshu, e qui a partire dal lato est si allineano di fronte all'insegnante gli allievi dai più anziani di pratica i sempai fino ai giovani allievi i  kohai .
Il Senpai - 先輩, Senpai pron. [seɱ'pai] - è una persona che precede o guida e implica che coloro che lo seguono, i Kohai - 後輩, kohai principiante - siano i suoi compagni nella stessa attività, carriera od organizzazione.
La relazione Senpai-Kohai è legata ai rapporti che intercorrono fra persone di diversa età, esperienza, posizione sociale o potere.
L'ideogramma ko significa che sta dietro e hai significa gruppo di persone. Il kohai è colui che segue all'interno di un gruppo. Esistono in Giappone una serie di obblighi che intercorrono tra kohai e senpai.
Il senpai ha l'obbligo morale di tenere motivati i suoi kohai all'interno della scuola.


Ciò si vede quando, in mancanza del sensei, il senpai aiuta i kohai a fare la loro pratica nel dojo oppure quando a fronte di difficoltà evidenti il senpai si offre di aiutare i kohai a lavorare.
La posizione tra senpai e kohai dunque non deve dare adito a privilegi di sorta per il senpai. 


Nel dojo è 'tradizione , oltre che comprensibile norma di buona educazione, che il sensei non debba aspettare e che gli allievi si facciano trovare già pronti all'inizio della lezione.


Dojo honshiki


Così come nel jo esistono due modi di impugnare l'arma, honte e gyakute, nella organizzazione del dojo si può seguire una logica honshiki, oppure gyakushiki


Dojo gyakushiki
Anticamente i dojo erano spesso all'aperto: venivano utilizzati per i quotidiani allenamenti dei samurai del feudo. Gli ampi cortili,per questo scopo erano sempre presenti  nella dimora del signore.
Il cortile era collocato sul lato sud dell'edificio dove correva una veranda coperta. 
Qui si collocava il signore per assistere agli allenamenti o ai duelli, ed a lui i praticanti rivolgevano il saluto. Gli spettatori trovavano posto lungo i lati corti del dojo. Era loro richiesto di mantenere una posizione formale e di dedicare attenzione esclusivamente a quanto succedeva dinanzi a loro, rimanendo in silenzio. Anche nei dojo al coperto veniva collocata sul lato nord, quando possibile, una pedana sopraelevata.
Da lì il dojocho e gli ospiti di riguardo potevano osservare quanto succedeva senza interferire con gli allenamenti.
Non va dimenticato infatti che spesso le armi utilizzate richiedevano assoluta libertà di movimento, come la lancia, e che le lezioni con la spada non erano con lo shinai di bambu come oggi, , ma con i bokuto di legno di quercia o addirittura con lo shinken (spada vera), non affilata ma comunque in grado di produrre lesioni, anche fatali.
Hiroshi Tada Sensei,IX Dan Aikikai Hombu Dojo
Così Hiroshi Tada Sensei ricorda l'Hombu Dojo di Tokyo nel periodo in cui egli iniziò la pratica dell'aikido, nel marzo del 1950.

"Il dojo era della grandezza di 60 tatami - circa 99 mq -, la zona dove si tenevano gli allenamenti era costituita da circa 40tatami della Ryukyu stesi in più posti, nella restante parte del dojo c'era un pavimento in legno scuro lucido.Il soffitto era formato da grosse travi di legno incrociate e lateralmente alla porta attraverso cui si accedeva al dojo da casa Ueshiba, c'era una zona sollevata dal pavimento e rientrante nel muro dove di solito sedevano gli ospiti di riguardo per assistere agli allenamenti, la cui parete centrale era ricoperta da una riproduzione di grandi dimensioni della testa di un drago.






A destra di questa zona, sulle apposite mensole, erano allineati dei bokken insieme a dei jo e dei mokuju.
Sulla parte superiore della parete erano appese delle tavolette di legno con i nomi degli allievi - nafuda kake - e al centro della parete che si trovava entrando sulla sinistra, c'era un grande orologio sovrastante un altro ingresso attraverso cui gli allievi erano soliti accedere al dojo."

L'Hombu Dojo era in origine una sorta di cortile coperto, un'appendice dell'abitazione di O'Sensei Ueshiba Morihei, con cui comunicava direttamente. Il tatami 畳 è una tradizionale pavimentazione giapponese composta da pannelli rettangolari affiancati fatti con paglia di riso intrecciata e pressata. Può anche avere diversi spessori che mediamente raggiungono i 6 cm. 


Le dimensioni non sono fisse variando da zona a zona. Orientativamente il tatami è lo spazio occupato da una persona sdraiata. Le misure più frequenti sono 90 cm × 180 cm circa. 
Vi sono anche i mezzi tatami. La stanza con pavimento di questo tipo viene designata washitsu 和 - wa pace - 室 - shitsu stanze - , mentre quando si parla di una stanza all'occidentale si usa la parola yōshitsu 洋 - yō Occidente  -室. 
Il tatami è utilizzato come unità di misura degli ambienti,come si è visto dal racconto di Hiroshi Tada Sensei, così se si dice che una stanza è di dieci tatami, o di quattro, l'interlocutore ha ben chiara la dimensione.
La disposizione dei tatami oggi si è adeguata allo standard delle norme sportive e ai materiali a disposizione.
Le regole richiedono che le aree di combattimento vengano delimitate con un colore diverso, e quelli utilizzati più frequentemente sono il verde oliva per il tatami di base ed il rosso per quelli utilizzati come delimitazione. 
Kodokan di Tokyo. Nato con 12 tatami attualmente ne ha quasi 1000
Il tatami originale per il dojo era normalmente crema, a differenza di quelli utilizzati nelle case.
Esistono vari metodi di disposizione tradizionale dei tatami, che si sviluppano attorno ad un tema centrale. E c'è sempre un lato kamiza che si richiami allo spirito della disciplina, in questo caso dell'aikido..

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